A partire dagli anni 80, con l’introduzione della tecnologia di massa, i “Millennials” sono stati i primi ad essere esposti al cambiamento e all’evoluzione del mondo per come lo conosciamo oggi.
Cellulari, macchine fotografiche digitali e internet sono solo un esempio di tutte le innovazioni che investiranno con prepotenza il nostro territorio. In contrasto a tale tendenza, gli usi e i costumi ma anche l’architettura, rimarranno per molto tempo invariati e restii al cambiamento.
La velocità di comunicazione, la facilità nel documentare e archiviare hanno portato chiunque, fin da subito, ad accumulare dati di qualsiasi genere.
E così, con gli strascichi del passato e la credenza che la modernità avrebbe migliorato le nostre vite, vi riporto, in questa piccola anteprima, i dati raccolti negli anni.
Un’analisi cruda, realizzata con un unico scopo, quello documentaristico, per rendere omaggio a quella che è oggi la Generazione Y: una generazione che non si sente adulta, non si sente più giovane, più o meno sempre precaria.
Una generazione di migranti, di fuorisede; una generazione che torna “a casa“ sempre meno per le feste.

Dario Di Liberti